Southeast Europe Atrium European Union

1.2. Una sfida da raccogliere

Nell’area dell’Europa sud-orientale molte città presentano ancora tracce architettoniche tangibili dei due regimi totalitari del XX ° secolo quello fascista e quello comunista. Segni visibili del regime fascista possono essere facilmente trovati in città come Forlì, Predappio (IT), ma anche in altri paesi dell'EAC ( Europae Archaeologiae Consilium), dove in molti casi (ad esempio in Albania e in Croazia) le città hanno subito entrambi i totalitarismi del XX° secolo conservando testimonianze architettoniche significative delle cosidette "città di fondazione" (come Rasa/Arsia e Labin/Albona), dove in epoca fascista l'urbanistica e la progettazione architettonica venivano impiegate per fondare nuove città, spesso in aree bonificate. In altri paesi, come l'Ungheria, Slovacchia, Romania e Bulgaria, le città invece presentano diverse testimonianze architettoniche del regime comunista. Anche se in tempi diversi (1945-1989/91), la sfida che le nuove istituzioni democratiche hanno dovuto affrontare (o che oggi stanno ancora affrontando) è come mantenere un legame con un tale patrimonio "scomodo" e una difficile “memoria storica”, e come sfruttarli economicamente. Essi infatti, se gestiti e valorizzati in modo intelligente attraverso la costituzione di una rotta culturale trans-nazionale, riconosciuta dal Consiglio d'Europa (risoluzione 12/07) e l'offerta di specifici prodotti turistici culturali, potrebbero diventare una fonte importante per lo sviluppo locale.

Per il raggiungimento di tale obiettivo, nel corso de progetto, per una migliore comprensione dell'Europa di oggi, si procederà all'identificazione dei monumenti e del patrimonio significativo dei regimi totalitari, si realizzerà un manuale trans-nazionale per la gestione, la conservazione e la valorizzazione di questo particolare patrimonio e si formeranno quindi degli operatori culturali capaci di sviluppare progetti innovativi per la valorizzazione economica di queste testimonianze architettoniche. Nel contempo, si svilupperà un'azione specifica di sensibilizzazione dei soggetti politici affinché questo patrimonio culturale venga preso in esame ed inserito nelle politiche di sviluppo sostenibile del territorio. Infine, si realizzeranno diverse attività multilaterali e la messa in rete del progetto.

Nell'ambito di questa nuova rotta culturale verranno creati nuovi servizi, e quindi nuovi posti di lavoro, (ricezione alberghiera, visite guidate ai monumenti, restauro, ecc ..), soprattutto per i giovani e le donne.

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